Il piccolo principe

Antoine De Saint-Exupéry scrisse e dedicò questa favola “ai grandi che sono stati bambini una volta e poi se ne sono dimenticati”. Una favola scaturita dal bisogno di esprimere poeticamente la necessità per l'umanità di riscoprire i sentimenti dell’amore e dell’amicizia, che vanno coltivati, alimentati, nutriti, proprio come fa il Piccolo Principe con la sua rosa, e poi la volpe col Piccolo Principe, a cui insegna il significato di riti talvolta trascurati o dimenticati, che consentono di creare dei legami e quindi di conoscere realmente le cose, piano piano, giorno dopo giorno.

Alla fine dell’incontro, la volpe gli rivela il suo segreto per cogliere l’essenziale delle cose: “E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”

Teatro Speroni, giugno 2003

con: Silvia Evangelista Fiore, Davide Gabrini Ubriacone, Francesca Gitto Lampionaio, Emanuela Ghini Vanitoso, Gabriella Monteleone Narratore, Raffaella Pinto Mercante di Pillole, Gianluca Russo Re, Livia Russo Uomo d’Affari, Laura Sales Volpe, Stefano Sarra Aviatore, Ilaria Sartini e Sara Sebastiani Piccolo Principe, Rachele Zucchetti Controllore
aiuto regia: Anna Rita Scalmani - adattamento e regia: Ludovico Nolfi

"Oltrepassare gli oceani, collegare i continenti
ma anche far incontrare gli uomini, collegarli fra loro."
Antoine De Saint-Exupéry

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