Frammenti di Luce

“Quando ci guardiamo allo specchio pensiamo che l’immagine riflessa sia esatta. Ma se ci muoviamo di un millimetro l’immagine cambia. In realtà noi stiamo guardando ad una serie infinita di riflessi. Ma talvolta uno scrittore deve rompere lo specchio ed è dall'altro lato dello specchio che la verità ci fissa” Harold Pinter

Teatro Casa delle Culture, maggio 2006
con: Anna Rita Scalmani, Stefano Sarra, Nancy Sciuto, Ludovico Nolfi, Elena Cesaretti
disegno luci: Luca Barbati

ufficio stampa: Andrea Corrado
adattamento e regia: Ludovico Nolfi

Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International sezione Italiana e dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma.

Il linguaggio della montagna e Il bicchiere della staffa, di Harold Pinter, insieme a testimonianze documentate da Amnesty International, compongono e illuminano questa pìece, volutamente collocata in un universo di emarginati, a cui è affidato il compito di raccontare storie di violenze e abusi di potere.

 

Sulla scena squarci, frammenti di luce. verità che illuminano gli orrori spesso nascosti sotto le parvenze di uomini "mansueti" e “moderati”.

Il linguaggio della montagna affronta un tema quanto mai attuale: il tentativo di impedire con qualsiasi mezzo l’uso di un linguaggio che si vuole fare morire, sconfitto dall’omologazione imperante.

Il bicchiere della staffa mostra un laido inquisitore, simbolo di sopraffazioni e torture che persegue scientificamente il piano di distruggere una famiglia di oppositori al regime.

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